Mappe droni in Italia: dove puoi volare e come verificarlo
DROMT Team · · 9 min di lettura
Mappe droni in Italia: come leggere le geo-zone UAS su d-flight, riconoscere le no fly zone e chiedere i permessi. Vola in regola con DROMThub LEX.

Hai mai alzato il drone convinto di essere in un'area senza restrizioni, per poi scoprire, magari da un passante o a posteriori, che stavi volando non in regola? È una sensazione che conosce bene chi ha iniziato senza gli strumenti giusti. Non è negligenza: è la conseguenza di una normativa complessa e in continua evoluzione.
In Italia il volo con i droni segue il Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, applicato da ENAC. Ogni porzione di territorio può ricadere in una zona geografica UAS con regole proprie: altezze, documenti, procedure. Senza mappe droni aggiornate, volare in regola diventa quasi impossibile, anche per i piloti più esperti.
In questa guida ti spieghiamo come leggere le mappe droni, quali usare per essere davvero in regola e come DROMThub può semplificarti la vita ogni volta che pianifichi un volo.
In breve
- Le zone geografiche UAS nascono dall'articolo 15 del Reg. (UE) 2019/947 e in Italia sono rappresentate su d-flight.
- L'autorità è ENAC; d-flight è una società del Gruppo ENAV, non un'autorità.
- Prima di ogni volo in categoria aperta ENAC chiede di verificare la zona di operazioni sulle mappe d-flight.
- In alcune zone si può volare solo con un permesso o una riserva di spazio aereo (NOTAM).
- Le restrizioni temporanee escono con NOTAM o Supplemento AIP e compaiono su d-flight (o su DROMThub LEX).
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Cos'è una geo-zona UAS e come leggere le mappe droni
Le geo-zone UAS (Unmanned Aircraft System, il sistema aeromobile senza equipaggio) sono aree in cui l'uso dei droni può essere limitato, vietato o facilitato. Le prevede l'articolo 15 del Reg. (UE) 2019/947 e ENAC le divide in zone di safety, di security e ambientali.
Nelle zone di safety conta il colore: secondo ENAC il volume delle geo-zone inizia ad altezze diverse, per esempio da 0 m la rossa e da 25 m l'arancione, e al suo interno il volo in categoria aperta è proibito. Alcune zone rosse ammettono, invece, la categoria aperta con un nulla osta dell'ente che ne ha chiesto l'istituzione.
Cosa ti dice una geo-zona
In ogni geo-zona devi conoscere:
- l'altezza da cui inizia la zona, entro il limite di 120 m della categoria aperta;
- il tipo di zona (safety, security, ambientale) e l'ente di riferimento;
- i documenti necessari e l'eventuale procedura autorizzativa, con i contatti;
- i tempi per presentare le richieste, fissati dalle procedure (per esempio la circolare ATM-09A).
La domanda da farti prima di decollare è una sola: "Posso volare qui, con questo drone, oggi?"
Categoria aperta, classi e documenti: il minimo da sapere
Secondo EASA rientri nella categoria aperta se il drone ha marcatura da C0 a C4 (o è autocostruito o senza marcatura, alle condizioni previste), pesa meno di 25 kg e voli in vista (VLOS) fino a 120 m, senza merci pericolose.
ENAC la divide in A1 (classi C0 e C1), A2 (C2) e A3 (da C0 a C4, ad almeno 150 m da aree residenziali, industriali, commerciali e ricreative). Le classi C5 e C6 servono invece agli scenari standard STS-01 e STS-02 della categoria specifica.
Ti serve l'attestato A1/A3; per l'A2 anche il certificato A2, con un esame presso un'entità riconosciuta. Oggi, secondo ENAC, i droni sotto i 250 g si usano senza attestato: la proposta EASA sui droni sotto i 250 grammi non è ancora norma.
Come operatore devi registrarti su d-flight, applicare il QR code su ogni drone (esclusi giocattoli e droni sotto 250 g senza telecamera o sensori per dati personali) e assicurare i droni per la responsabilità civile verso terzi. Per crescere oltre gli attestati, ci sono i corsi online e in campo di DROMThub EDU.
Mappe d-flight: la mappa ufficiale delle zone geografiche
Il punto di partenza per ogni pilota italiano è d-flight. Attenzione: d-flight non è un'autorità. È una società del Gruppo ENAV, con Leonardo e Telespazio come partner industriali, che fornisce servizi di gestione del traffico aereo a bassa quota per i droni. L'autorità resta ENAC, che nel 2025 l'ha certificata come fornitore di servizi U-space (USSP), anche se secondo ENAC in Italia non è ancora attiva alcuna porzione di U-space.
Cosa puoi fare con la mappa d-flight
Sul portale d-flight puoi:
- consultare la mappa delle zone geografiche UAS;
- registrarti come operatore e generare il QR code;
- vedere le aree temporanee pubblicate con NOTAM o Supplemento AIP;
- pianificare missioni con lo strumento DOP (Drone Operation Plan, con abbonamento Pro), richiesto per esempio nei voli BVLOS con autorizzazione operativa non subordinata a NOTAM.
È lo strumento ufficiale, ma richiede un po' di pratica. Di seguito, invece, puoi trovare uno strumento che chiarisce e semplifica questo processo.
Mappe droni ENAC: chi decide le zone e dove le trovi
Molti cercano le mappe ENAC per i droni sul sito dell'ente. In realtà ENAC fissa criteri e procedure, per esempio con la circolare ATM-09A, mentre la cartografia operativa è su d-flight. Per capire chi fa, chi applica e chi controlla le regole, leggi il nostro articolo su EASA, ENAC e d-flight.
Le regole cambiano: a giugno 2026 ENAC ha messo in consultazione una bozza di Regolamento "Zone geografiche UAS". Finché non è adottato valgono le regole attuali. Ti consigliamo di verificare sempre l'aggiornamento più recente su d-flight.it o enac.gov.it.
Mappe no fly zone droni: dove non puoi volare in Italia
Quando si parla di mappe no fly zone droni, molti pensano solo agli aeroporti. Ma le zone vietate sono molte di più.
Zone vietate droni: aeroporti, CTR e non solo
Tra gli spazi soggetti a limitazioni trovi:
- aeroporti, eliporti e avio/elisuperfici, protetti da zone di safety; attorno a molti aeroporti c'è anche la CTR (Control Zone, zona di controllo), spazio aereo controllato che parte dalla superficie;
- zone di security, istituite per esempio per motivi militari, di sicurezza o di ordine pubblico, con divieti o nulla osta dell'ente competente;
- parchi e aree protette, quando la restrizione è approvata da ENAC e pubblicata su d-flight;
- aree urbane, dove in A3 devi stare ad almeno 150 m da zone residenziali, industriali, commerciali e ricreative.
Lo sapevi? Secondo ENAC il divieto estivo sulle spiagge delle Regole dell'Aria Italia riguarda i voli VFR, non i droni: per te restano le distanze dalle persone e il divieto di sorvolare assembramenti.
Restrizioni temporanee e NOTAM
Sono le più facili da perdere di vista: pubblicate con NOTAM (Notice to Airmen, l'avviso ai naviganti) o Supplemento AIP, sono rappresentate su d-flight o su DROMThub LEX. Controllale sempre il giorno del volo.
Mappe droni gratis: cosa offrono davvero
Online trovi molte mappe droni gratis, non tutte complete o aggiornate per l'Italia.
d-flight: è il riferimento ufficiale. L'account è gratuito, ma la registrazione come operatore con QR code è inclusa nell'abbonamento Base (7 € l'anno IVA inclusa; Pro 28 €). Secondo il manuale utente d-flight (gennaio 2026) le mappe richiedono un account, i layer ATM-09 e aree pericolose un abbonamento Base o Pro e il layer NOTAM è riservato al Pro.
App di terze parti: alcune app internazionali mostrano spazi di volo globali, ma non sempre riflettono le geo-zone italiane. Usarle come unica fonte è rischioso.
La verità? Nessuna mappa, da sola, ti dà tutto in un unico posto: geo-zona, istruzioni per i permessi, moduli guidati e promemoria sulle scadenze. Per questo noi di DROMT abbiamo costruito qualcosa di diverso.
DROMThub LEX: le mappe che lavorano per te
Immagina di selezionare il punto dove vuoi volare e trovare subito limiti di altezza, documenti, procedure e NOTAM (in tempo reale). DROMThub LEX, sviluppato in collaborazione con l'istruttore e pilota UAS professionista Tommaso Codolo, ti offre:
- mappa interattiva delle geo-zone con requisiti e procedure;
- compilazione guidata dei permessi con i moduli ATM-05, ATM-09 e Nulla Osta;
- portafoglio pilota per attestati e assicurazione, con avvisi di scadenza;
- assistente AI sul regolamento, il tuo "UAS trAIner disponibile h24", che attinge a fonti ufficiali e verificate.
Per orientarti: la circolare ENAC ATM-09A (24 marzo 2021) regola le zone geografiche e prevede il modello ATM09-A per chiedere la riserva dello spazio aereo; la ATM-05B (13 maggio 2021) riguarda, invece, le restrizioni temporanee. L'autorizzazione la rilascia, a seconda della zona, la Direzione Territoriale ENAC o l'Aeronautica Militare (aeroporti) oppure l'ente che ha chiesto l'istituzione della zona.
I piani:
- LEX Free (accesso gratuito): mappa delle geo-zone italiane, hangar con 1 drone, community Telegram.
- LEX Premium (piano ad abbonamento annuale): mappa con requisiti, tempistiche e contatti, permessi guidati, documenti con scadenze, hangar fino a 3 droni, 5 GB di cloud, assistente AI, assistenza via ticket.
- LEX Singola Richiesta (pagamento one-shot): sblocco delle funzionalità Premium per la generazione dei documenti di una singola richiesta di permesso.
Se devi gestire i permessi di più piloti c'è LEX Enterprise su preventivo: trovi tutto nella pagina piani e prezzi di DROMThub.
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Con d-flight, DROMThub LEX o entrambi, la pianificazione con le mappe droni segue sempre la stessa logica.

- Identifica il punto di volo. Coordinate o indirizzo esatto: non il comune, il punto preciso.
- Controlla la geo-zona UAS. Verifica da che altezza inizia, di che tipo è e se serve un nulla osta.
- Metti in ordine i documenti. Attestato giusto, assicurazione valida, QR code sul drone.
- Richiedi le autorizzazioni (se necessario). Nulla osta o riserva di spazio aereo vanno chiesti con largo anticipo, nei tempi fissati dalle procedure.
- Controlla eventuali restrizioni del giorno. Verifica NOTAM e Supplementi AIP anche se l'area è normalmente accessibile.
Con gli strumenti giusti bastano pochi minuti, e spesso la differenza tra un volo tranquillo e una sanzione sta proprio qui.
In conclusione
Volare con il drone in Italia è un'esperienza bellissima, se sai come orientarti. Le mappe droni non sono un ostacolo burocratico: sono il tuo strumento di libertà.
Ricapitolando:
- l'autorità è ENAC, mentre d-flight è il portale delle zone geografiche ufficiali;
- le no fly zone vanno oltre gli aeroporti e includono restrizioni temporanee;
- le mappe droni gratuite non sempre bastano per avere procedure, contatti e scadenze sotto controllo.
DROMThub LEX nasce per colmare questo gap: mappa, permessi, documenti e assistente AI in un'unica piattaforma. E non sei solo: con quasi 10.000 piloti su DROMThub, condividiamo ogni novità con te. Il tuo prossimo volo merita di partire in regola.
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Domande frequenti
Qual è la mappa ufficiale per i droni in Italia?
È la mappa delle zone geografiche UAS pubblicata sul portale d-flight, società del Gruppo ENAV. L'autorità resta ENAC, che chiede all'operatore di verificare sulle mappe d-flight la propria zona di operazioni prima di ogni volo in categoria aperta. Sullo stesso portale ti registri come operatore e ottieni il QR code.
Le mappe droni gratis sono affidabili?
Il riferimento ufficiale resta d-flight. L'account è gratuito, ma la registrazione come operatore passa dall'abbonamento Base e, secondo il manuale utente d-flight, layer come ATM-09 e aree pericolose richiedono un abbonamento Base o Pro. Le app internazionali possono non riflettere le zone italiane: usale solo come complemento, mai come unica fonte.
Cosa sono le no fly zone per i droni?
Sono zone geografiche UAS in cui il volo è vietato o limitato: aree vicine agli aeroporti, zone di sicurezza (security), parchi e aree protette approvate da ENAC, restrizioni temporanee pubblicate con NOTAM o Supplemento AIP. Le trovi rappresentate su d-flight; in alcune zone puoi volare solo con un nulla osta dell'ente competente.
Come faccio a sapere se ho bisogno di un permesso per volare in una zona?
Individua il punto esatto di volo e controlla la geo-zona su d-flight o su DROMThub LEX. Verifica da che altezza inizia la zona, se è di safety o di altro tipo e se serve un nulla osta o una riserva di spazio aereo. Le procedure sono indicate nelle circolari ENAC ATM-09A e ATM-05B.
DROMThub LEX è diverso da d-flight?
Sì. d-flight è il portale istituzionale per registrazione, QR code e zone geografiche. DROMThub LEX è uno strumento per piloti: affianca alla mappa delle geo-zone limiti di altezza, documenti, procedure e NOTAM, e aggiunge la compilazione guidata dei permessi, il portafoglio documenti con avvisi di scadenza e un assistente AI sul regolamento.
Fonti
- ENAC – Voli con droni (UAS): limitazioni e riserve dello spazio aereo
- ENAC – Zone geografiche e U-Space
- ENAC – Operatori di droni (UAS)
- ENAC – Sottocategorie A1, A2, A3
- ENAC – Marcatura di classe
- ENAC – Scenari standard EASA
- ENAC – Come si diventa pilota UAS Open A2
- ENAC – FAQ Droni
- ENAC – Circolari serie ATM (ATM-05B, ATM-09A)
- ENAC – Consultazione normativa: Bozza Regolamento "Zone geografiche UAS" (24 giugno 2026)
- EASA – How do I determine I fall under the 'open' category?
- EUR-Lex – Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947
- Regolamento di esecuzione (UE) n. 923/2012, art. 2 (definizione di zona di controllo)
- d-flight – Chi siamo
- d-flight – Manuale utente, versione 15 (gennaio 2026)
- d-flight – Tariffe
- ENAV – Group certifications (certificati CISP e USSP di D-Flight rilasciati da ENAC)
- ENAV – Comunicato stampa su D-Flight (28 febbraio 2019)
- DronEzine – D-Flight certificata da ENAC come fornitore di servizi U-Space (24 febbraio 2025)
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